giovedì 3 gennaio 2008

scusami

cara luc sto nel tuo blog, come vedi e non so spiegarmi come tu no puoi entrare..
forse sbagli in qualcosa un bacione rosy.

mercoledì 2 gennaio 2008

11GIUGNO

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Fu una giornata diversa. Saranno state le sei di sera, quando avvilita e stanca mi sedetti nella mia poltrona preferita. Era bianca ed avvolgente. Non avevo acceso nemmeno la luce perchè avevo il vuoto dentro di me e non sapevo come decidere. Avevo bisogno di pensare, ma non riuscivo a farlo. Le idee erano troppo confuse e non riuscivo a concentrarmi. Dovevo prendere una decisione in fretta, ma il tempo passava e ormai s'era fatto buio, già da diverso tempo.Faceva anche freddo. Mi alzai, chiusi la finestra e la serrande e poi rimasi li, ferma, senza sapere cosa fare. Fu allora, nel buio più totale, che la mia mente rincominciò a riflettere. Mi appoggiai alla parete e ricordai di quanto dolore e di quanta sofferenza, potesse riempire l'anima un amore che finiva. Anche ora un altro amore stava per finire, e non dovevo permettermi altre sofferenze. Una volta un amico mi disse:
- " Gli uomini hanno paura di te, perchè tu non hai bisogno di loro." No, non ho bisogno di loro. Non più. Perlomeno non delle loro menzogne, e non è vero che faccio paura agli uomini, faccio paura solo alla loro coscienza, perchè io sono il risultato del loro egoismo.
Comunque dovevo fare qualcosa. Mi avvicinai alla scrivania. Mi sedetti sulla poltroncina e accesi la lampada che stava sulla sinistra del ripiano. Una luce fioca illuminò parzialmente la stanza, ma più che illuminarla, la riempì di ombre, di ricordi e di pensieri. Sulla scrivania c'era un foglio bianco. Presi una penna e scrissi:
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Il tempo, non ha tempo. E' relativo. Il tempo alle volte si ferma, lasciandoci in equilibrio sull'orlo del sempre, e il sempre non finisce mai, è infinito, ed è eterno. Sabato si è imprigionato nella relatività del tempo. Una notte nel passato. Una notte nel futuro. Che giorno è oggi? Domani? Ieri? Non importa, tanto sarà sempre sabato e tutto quello che c'era dentro di me s'è sperduto negli anfratti temporali. Mentre tu valutavi i pro e i contro, i pro e i contro non potevano più essere valutati, perchè non esistevano più, erano scivolati giù da quell'orlo che non ha tempo, non ha fine, non ha principio. In fatto d'amore ciò che può essere valutato non ha alcun valore. Ciò che oggi esiste, esisterà domani? I nostri sogni, i nostri desideri, i nostri amori, la nostra vita stessa esisteranno domani? O tra un mese? O tra un anno? I sogni muoiono all'alba. I nostri desideri e i nostri amori, muoiono dopo una lunga e sterile attesa. E la nostra vita? Forse muore quando dentro di noi non rimane più niente, e dentro di me non c'è più nulla. Perciò hai commesso un metaforico omicidio.E dato che sabato è inamovibile dalla relatività temporale, anche adesso tu mi stai uccidendo ed io continuerò a morire, perchè domani sarà ieri, cioè sabato come oggi, come sempre, per sempre.


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Non spedii mai questa lettera. Forse la scrissi solo per me, solo per capire meglio me stessa ed i miei sentimenti. Capii infatti che l'amore era precipitato nell'indifferenza, ma per quanto potessi soffrire, e per quanto tempo avessi potuto soffrire ancora, di me, lui, non avrebbe saputo più nulla. Era un problema solo mio. Quando il campanello suonò, e poi risuono ancora e poi ancora, sulla mia faccia si stampò un sorriso, e sempre sorridendo, andai in entrata e chiusi il catenaccio, con un colpo secco. Definitivo. Il campanello smise di suonare. Da quel momento, per me, lui non esisteva più. Ritornai nella semioscurità della mia stanza. Accesi una candela, e incominciai a giocare con le mani intorno alla fiamma, riflettendo ombre e immagini strane sul muro. Poi mi sentii stanca ed andai a letto. Non riuscii a dormire quella notte, ma nel mio cuore s'incise un pensiero: " Resta solo un ricordo lontano, la tua mano che sfiora la mia....e le parole, amore ti amo, erano solo una grande bugia."


Lucmerenda


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lunedì 31 dicembre 2007

BUON ANNO

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L'anno che se ne va, come l'anno che verrà,


sono parti integranti della nostra vita.


Festeggiamoli con gioia perchè ci appartengono.


Sono nostri. Sono gli anni della nostra vita.


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Lucmerenda

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MENDICANTE

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Un mendicante guarda un borsaiolo e commenta: " Quello che oggi manda in rovina le piccole aziende é il self service ".

Anonimo

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venerdì 28 dicembre 2007

Whitney Houston

NEFERTITI


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.Era rimasta incinta, così fu bandita da casa.
Era una gatta siamese. Cercava un posto dove vivere, ma nessuno la voleva. Veniva cacciata via a calci. Un giorno, nel palazzo di fronte a casa mia, lo vidi io stessa, venne scaraventata giù dal terzo piano, con il manico di una scopa. Si sparse la voce che la gatta era cattiva e pericolosa. Era doveroso stare molto attenti. Cercarono di acchiapparla, ma nessuno vi riuscì. Un giorno oltrepassò uno dei cancelli di casa mia e venne a trovarsi nel mio giardino. Sulla stradina lastricata di mattonelle rosse si fermo, proprio vicino alla siepe di pini esattamente nel momento stesso in cui mi vide. Si fermò spaventata, rizzò il pelo, la schiena s'ingobbì, le unghie retrattili uscirono dai polpastrelli, e soffiò in modo poco rassicurante, pure le vibrisse si rizzarono impaurite. Vidi la più bella gatta del mondo. Era spaventatissima e immobile. Terrorizzata. Ordinai ai bambini di allontanarsi immediatamente, ed anche mia madre lo fece subito. Mamma mi disse: " Luc fermati, non lo fare! E' pericolosa." Parole dette solo al vento. Ne io ne la gatta scappammo, ci fermammo entrambe, ci guardammo ed io vidi due occhi immensi, azzurri, più azzurri del cielo. Occhi che mi stavano valutando.
Le dissi:- Sai, la vita è dura per tutte, sia donne che gatte. In questo caso, però la tua è una vitaccia. Nemmeno la mia sai, è un granchè; davvero. Però io sono sicura che da qualche parte ci sia un mondo migliore per tutti, anche per noi due. Tu che ne pensi?
- Io non posseggo alberi magici, ho solo un albero di cachi, un ulivo, cespugli di fiori; le rose no hanno le spine, però il glicine rampicante è molto bello! Vuoi restare con me? Ho solo questo da offrirti, oltre ad una ciotola piena tutti i giorni.........e il mio amore per te. Ci stai?
Mi alzai lentamente ed il mio braccio destro l'afferrò stringendola a me, mentre la mia mano le bloccava le zampe anteriori. La mano sinistra invece le bloccava le zampe posteriori. Restammo così per un pò, mentre il cuore della gatta batteva all'impazzata, allora chinai la mia testa sulla sua e con la guancia destra incominciai lentamente ad accarezzarla. Per un pò cantai sottovoce una tiritera per bambini, poi incominciai a darle bacetti sulla testolina. Dopo non so quanto tempo incominciò a calmarsi. Come lei si calmava io allentavo la presa delle mie mani, finchè non ci trovammo entrambe fiduciose, distese nell'erba, che si trovava tra i pini e la stradina di mattonelle rosse.
Poi entrammo in casa. Volevo dare da mangiare alla mia gatta che in quel momento decisi, si sarebbe chiamata Nefertiti. Nefertiti, fu sempre e solo mia. Era intelligente e sopportò con rassegnazione tutta la mia famiglia. Sopportò anche le mie figlie che quache volta le misero addosso i vestiti delle bambole. Però poteva diventare una furia selvaggia, se qualcuno, sia pure per gioco, si fosse azzardato a farmi del male. Per me fu una guardia del corpo. Dormirono sempre sui miei piedi, sia lei che i suoi due cuccioli che nel frattempo erano venuti al mondo. Il più delle volte, Nefertiti visse accucciolata sulla mia spalla. E io ero felice di avercela. Il vivere con la mia gatta sulle spalle, mi costò per l'ennesima volta il soprannome di " Strega ".
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Trent'anni dopo la sua morte, una notte il suo spirito venne a trovarmi, saltò sul mio letto e si accucciolò sui miei piedi come una volta e per un pò mi tenne compagnia. Io la sentii, la riconobbi subito e cercai di non muovermi, per non disturbarla.Fu un momento straordinario.Forse il ricordo di un amore che non morì mai, nonostante il passare del tempo.
Anche gli animali hanno un'anima.

Lucmerenda

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