mercoledì 2 gennaio 2008

11GIUGNO

....
...


Fu una giornata diversa. Saranno state le sei di sera, quando avvilita e stanca mi sedetti nella mia poltrona preferita. Era bianca ed avvolgente. Non avevo acceso nemmeno la luce perchè avevo il vuoto dentro di me e non sapevo come decidere. Avevo bisogno di pensare, ma non riuscivo a farlo. Le idee erano troppo confuse e non riuscivo a concentrarmi. Dovevo prendere una decisione in fretta, ma il tempo passava e ormai s'era fatto buio, già da diverso tempo.Faceva anche freddo. Mi alzai, chiusi la finestra e la serrande e poi rimasi li, ferma, senza sapere cosa fare. Fu allora, nel buio più totale, che la mia mente rincominciò a riflettere. Mi appoggiai alla parete e ricordai di quanto dolore e di quanta sofferenza, potesse riempire l'anima un amore che finiva. Anche ora un altro amore stava per finire, e non dovevo permettermi altre sofferenze. Una volta un amico mi disse:
- " Gli uomini hanno paura di te, perchè tu non hai bisogno di loro." No, non ho bisogno di loro. Non più. Perlomeno non delle loro menzogne, e non è vero che faccio paura agli uomini, faccio paura solo alla loro coscienza, perchè io sono il risultato del loro egoismo.
Comunque dovevo fare qualcosa. Mi avvicinai alla scrivania. Mi sedetti sulla poltroncina e accesi la lampada che stava sulla sinistra del ripiano. Una luce fioca illuminò parzialmente la stanza, ma più che illuminarla, la riempì di ombre, di ricordi e di pensieri. Sulla scrivania c'era un foglio bianco. Presi una penna e scrissi:
--------
......

....

Il tempo, non ha tempo. E' relativo. Il tempo alle volte si ferma, lasciandoci in equilibrio sull'orlo del sempre, e il sempre non finisce mai, è infinito, ed è eterno. Sabato si è imprigionato nella relatività del tempo. Una notte nel passato. Una notte nel futuro. Che giorno è oggi? Domani? Ieri? Non importa, tanto sarà sempre sabato e tutto quello che c'era dentro di me s'è sperduto negli anfratti temporali. Mentre tu valutavi i pro e i contro, i pro e i contro non potevano più essere valutati, perchè non esistevano più, erano scivolati giù da quell'orlo che non ha tempo, non ha fine, non ha principio. In fatto d'amore ciò che può essere valutato non ha alcun valore. Ciò che oggi esiste, esisterà domani? I nostri sogni, i nostri desideri, i nostri amori, la nostra vita stessa esisteranno domani? O tra un mese? O tra un anno? I sogni muoiono all'alba. I nostri desideri e i nostri amori, muoiono dopo una lunga e sterile attesa. E la nostra vita? Forse muore quando dentro di noi non rimane più niente, e dentro di me non c'è più nulla. Perciò hai commesso un metaforico omicidio.E dato che sabato è inamovibile dalla relatività temporale, anche adesso tu mi stai uccidendo ed io continuerò a morire, perchè domani sarà ieri, cioè sabato come oggi, come sempre, per sempre.


.....

.......
Non spedii mai questa lettera. Forse la scrissi solo per me, solo per capire meglio me stessa ed i miei sentimenti. Capii infatti che l'amore era precipitato nell'indifferenza, ma per quanto potessi soffrire, e per quanto tempo avessi potuto soffrire ancora, di me, lui, non avrebbe saputo più nulla. Era un problema solo mio. Quando il campanello suonò, e poi risuono ancora e poi ancora, sulla mia faccia si stampò un sorriso, e sempre sorridendo, andai in entrata e chiusi il catenaccio, con un colpo secco. Definitivo. Il campanello smise di suonare. Da quel momento, per me, lui non esisteva più. Ritornai nella semioscurità della mia stanza. Accesi una candela, e incominciai a giocare con le mani intorno alla fiamma, riflettendo ombre e immagini strane sul muro. Poi mi sentii stanca ed andai a letto. Non riuscii a dormire quella notte, ma nel mio cuore s'incise un pensiero: " Resta solo un ricordo lontano, la tua mano che sfiora la mia....e le parole, amore ti amo, erano solo una grande bugia."


Lucmerenda


...

Nessun commento: